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continuando nel mio proficuo ragionare, quindi, son arrivato ad ammettere che se caino era l’assassino, e abele era la vittima, allora abele-da-vivo doveva esser già stato toccato (quanto meno da caino) (ché sennò mica moriva da solo) e che quindi toccare abele-da-morto significasse, almeno ungarettianamente, cessare di uccidere i morti, trovando una soddisfacente esegesi anche della seconda frase.