Questa è la roba messa su il 26 June 2009
E’ morto Michael Jackson.
Certo che il governo le studia tutte per sviare l’attenzione da Villa Certosa.
La libertà di opinione e di espressione è una cosa troppo importante per essere affidata all’autogestione di chi non è capace di gestire neppure sè stesso e non sa fare altro che scriversi sulle scarpe.
tu mi citi Elianto ed io ti amo per questo.
- Dammi una prova dell’esistenza di dio.
- Guardati attorno, guarda il creato, la bellezza delle montagne e l’immensita’ del mare… Ora dammi tu una prova della non esistenza di Dio.
- Guarda il telegiornale.
Nonostante questo tenero ricordo biografico a me di Jackson fregava davvero una sega.  Anzi, a dirla tutta mi stava anche discretamente sul cazzo. Quei calzini bianchi, quella mossa di mettersi la mano sul pacco, quei capelli unti, quella cosa dei bambini. E poi, se devo pensare a delle sue canzoni belle arrivo a malapena a cinque. Anzi, io mi fermerei a una: Billie Jean.
(roba vista prima dal tumblero blondeinside)
Tutte le volte che sono alla cassa per l’associazione mi viene in mente una mia amica, che una volta doveva pagare con la carta di credito della sua organizzazione. La cassiera della coop le ha chiesto “lei è socia?” e lei ha risposto “Certo, sono la Presidente!”.
Solo che la cassiera, intendeva socia della coop.
questa crisi economica ha come primo fattore quello psicologico

roba da matti.

forse c’è, forse non ci fa. mi sa che c’è proprio.

Berlusconi: “Chiudere la bocca a chi continua a parlare di crisi” - economia - Repubblica.it

(via vanz)

l’ho già detto: a ‘sto punto via Tremonti dal ministero dell’economia e dentro Crepet.

(roba vista prima dal tumblero vanz)

Pare sia morto M.Jackson. (o quel che ne rimaneva).

Per quanto mi riguarda, onestamente, non potrebbe fregarmene di meno. A me, quello lì mi stava decisamente sul cazzo.

[…] ci son dei momenti che la mia natura malinconicodepressa viene fuori a far danni, e non ci posso fare niente. il più delle volte riesco a controllarla, magari scrivendo siocchezze, ma a volte, soprattutto quando ci si mettono altri e molteplici fattori depressivi esterni, è lei a controllare me. […]

Uno che, altrimenti impossibile, gli vuoi bene. che poi scrive, o anche non scrive, non cambia. Lui è uno che c’è, comunque!

(roba vista prima dal tumblero secondopiano)

It’s a “Chet Baker Night”…

Almost Blue

un giorno fabrizio, che era appena arrivato in classe, mi fa: “oh… senti questa” e mi piazza le cuffie del walkman sulle orecchie. [avete presente il walkman, vero? antiquariato. perchè io sono anziano e gli anni son quelli lì]

e il suono che mi arrivò dritto al cervello fu il soffio disperato della tromba in My funny Valentine. e la voce sbagliata di Chet Baker.

photo|via